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Gestione del biogas.
La tenuta, la captazione ed il convogliamento del biogas al
cogeneratore rappresentano uno degli aspetti più delicati del sistema,
sia per l’ottimizzazione delle rese produttive che per gli aspetti
relativi alla sicurezza degli operatori. Come già descritto, il
digestore amBiogas è realizzato per garantire la perfetta tenuta ai
gas: pareti e pavimento in c.a. trattato con resine, portellone in
acciaio INOX AISI 304 con guarnizione gonfiabile, sistema di areazione
forzata ed impianto di irrigazione dotati di valvole di sicurezza a
tenuta di gas, sistema di evacuazione dei percolati munito di guardia
idraulica.
Per quanto attiene la captazione del biogas, una valvola di
sovrappressione opportunamente tarata “apre” quando nel digestore si
raggiunge una determinata pressione favorendo il deflusso del biogas
prodotto in un gasometro. Quest’ultimo è dedicato all’accumulo del
biogas prodotto da più digestori e viene utilizzato come “polmone”
volto a garantire un’alimentazione regolare e costante del
cogeneratore, previo passaggio del gas in un sistema di trattamento
dedicato alla sua deumidificazione e desolforazione.
Il cogeneratore è costituito da un motore endotermico che utilizza il
biogas come combustibile e che produce energia elettrica tramite un
generatore ad esso accoppiato ed energia termica derivante dal
raffreddamento del motore stesso.
Il sistema è dotato di una torcia di sicurezza che in caso di problemi
all’impianto di cogenerazione provvederà alla combustione del biogas
prodotto.
Al termine della fase anaerobica il reattore deve essere ripulito dal
biogas prima dell’apertura del portellone, in quanto l’ingresso di
ossigeno, in presenza di metano, potrebbe innescare reazioni
esplosive. Allo scopo è stato previsto un sistema di insufflazione di
gas inerte e, solo dopo che nell’atmosfera del digestore non è più
presente metano, si sbloccano i chiavistelli di chiusura del
portellone.
Sistema di monitoraggio del processo
Il digestore amBiogas è dotato di sonde e sensori che rilevano in
continuo i principali parametri di processo: temperatura
dell’atmosfera e temperatura della massa (n.3 sonde PT 100 ATEX),
pressione. Attraverso più punti di prelievo campioni di atmosfera
vengono estratti dal digestore ed avviati ad un analizzatore di gas
che determina la concentrazione di CH4, CO2, O2,
H2S.
Gli stessi parametri sono inoltre controllati all’interno della vasca
anaerobica di raccolta del percolato.
Tutti i dati rilevati confluiscono ad un quadro elettrico di gestione
e da questo ad un PC dedicato, a servizio di più digestori, sul quale
è installato il software di gestione e controllo ambiControl che
governa l’intero sistema.
ambiControl - Software di gestione e controllo
Il sistema di controllo è costituito da un Personal
Computer dotato di monitor LCD, almeno 19", di tastiera e di mouse,
nonché di software dedicato per la supervisione del processo.
Il Personal Computer sarà posto all’interno degli uffici e collegato
tramite cavo di rete al quadro elettrico di gestione di cui ogni
singolo digestore è dotato.
Il processo viene gestito dal software ambiControl, che elabora i dati
rilevati e controlla: il sistema di irrigazione, la commutazione delle
valvole, il sollevamento e l’abbassamento del controsoffitto (quando
presente),
l’apertura e chiusura del portellone frontale, rendendola possibile
esclusivamente quando la concentrazione di metano all’interno del
digestore scende sotto la soglia potenzialmente pericolosa eliminando
i rischi di apertura accidentale (errore degli operatori), il
gonfiaggio e lo sgonfiaggio della guarnizione. Controlla e gestisce le
temperature sia della massa che del percolato agendo rispettivamente
sul sistema di riscaldamento a pavimento e sullo scambiatore.
Il software controlla e memorizza tutte le fasi del processo e segnala
qualunque anomalia nei parametri preimpostati. Visualizza l’andamento
del processo attraverso diagrammi di flusso e tabelle, menu delle
funzioni disponibili e provvede all’archiviazione dei dati.
Dopo il carico di un reattore non sono richiesti interventi
particolari da parte dell’operatore, che deve limitarsi a periodici
controlli sullo stato del lotto in lavorazione: questo è possibile
tramite le informazioni che compaiono in video: una tabella con tutti
i parametri di funzionamento rilevati dal programma e un grafico che
ne evidenzia l’andamento nel tempo. In caso di problemi, apposite
finestre di segnalazione avvertono l’operatore dello stato anomalo
delle lavorazioni in corso. Il programma rileva inoltre i consumi
elettrici orari e totali per ogni ciclo di lavorazione.
Il programma avvisa con segnale luminoso l’operatore al termine del
ciclo.
Sistema di filtrazione biologica delle emissioni gassose
Come precedentemente descritto, l’aria di processo estratta dai
digestori nelle fasi di carico e scarico viene depurata in biofiltro
prima di essere immessa in atmosfera. Inoltre negli impianti con
tecnologia Ambientalia vi sono ulteriori fonti di reflui gassosi da
depurare, ossia le strutture di pre-trattamento dei rifiuti e le
biocelle di stabilizzazione aerobica. Allo scopo viene proposto un
sistema di filtrazione biologica dimensionato sulla base delle linee
guida della Regione Lombardia, le più rigorose del settore.
Il biofiltro sarà strutturato in moduli separati, autonomamente
funzionanti, tali da poter rimanere in esercizio qualora uno di essi
sia fermo per attività di manutenzione.
Sarà realizzato su una platea con opportuna pendenza (2% circa)
realizzata in CLS per supportare il carico di riempimento.
La componentistica base del biofiltro sarà la seguente:
-
struttura di contenimento realizzata
con elementi componibili in c.a. modulari o gettati in
opera. Ogni elemento avrà un’altezza di 2 metri.
-
grigliato di supporto del materiale
biofiltrante rimovibile, composto da piastrelle grigliate
modulari idonee ad un corretto passaggio a bassa velocità
dell’aria ed in grado di garantire una omogenea
distribuzione.
-
sistema di scarico dei percolati
dotato di guardia idraulica con scarico in pozzetto e da
questo alla vasca di raccolta percolati.
-
letto filtrante con pezzatura
25-120 mm, costituito da una miscela composita di
materiale vegetale.
-
sistema di umidificazione del
letto filtrante regolato dal software di gestione e
controllo.
Gestione dei flussi d’aria
L’aria aspirata dai digestori, dalle biocelle aerobiche e dai
capannoni di lavorazione viene trasferita al biofiltro
attraverso un collettore in acciaio inox, montato su traliccio
di sostegno in acciaio al carbonio zincato fissato alla
pavimentazione; tubi flessibili, giunti, collari, bocchette
valvole a farfalla e/o a ghigliottina con attuatori comandati
dal sistema di controllo completano il sistema.
La digestione anaerobica nei reattori amBiogas
I rifiuti organici (umido da raccolta differenziata, scarti
agroindustriali, deiezioni zootecniche ecc.), opportunamente
miscelati con un’aliquota prestabilita di frazione
lignocellulosica (scarti vegetali triturati) vengono immessi
nel digestore con l’ausilio di una pala meccanica.
Per agevolare lo sviluppo e l’attività batterica la
temperatura del materiale a processo viene mantenuta su valori
prossimi a 35/38°C mediante il riscaldamento del reattore e
l’aspersione di percolato preventivamente riscaldato.
L’utilizzo del percolato, prodotto dai materiali in digestione
e raccolto in vasche dedicate, ha anche funzione di inoculo
microbico. In queste condizioni il processo di produzione del
biogas (assenza di ossigeno e mesofila costante) evolve
attraverso una prima fase, detta acidogena, di demolizione
delle molecole organiche e loro trasformazione in acidi grassi
e acetato, ed in una seconda fase, detta metanogena, di
degradazione dei prodotti della fase acidogena in metano,
anidride carbonica e acqua.
La quantità di biogas prodotto varia a seconda delle biomasse
trattate, ad esempio, utilizzando la frazione organica dei
rifiuti si possono ottenere fra 120 e 150 m³ di biogas per
tonnellata di rifiuto. La percentuale di metano presente nel
biogas varia mediamente dal 55 al 65%.
Il ciclo operativo viene condotto fino a quando le quantità di
biogas prodotto si mantengono su valori economicamente
convenienti. Mediamente ciascun ciclo ha una durata di 4
settimane.
Una volta ultimata la fase di digestione anaerobica, viene
insufflato nel reattore un gas inerte per allontanare
dall’interno il metano residuo; ciò al fine di evitare la
formazione di miscele gassose potenzialmente esplosive
(ossigeno/metano) all’atto dell’apertura del portellone.
La sofisticata dotazione tecnologica, della quale è corredato
il digestore amBiogas consente la gestione automatizzata di
tutte le fasi di processo, garantendo costantemente le
condizioni ecologiche ottimali ai microrganismi presenti e la
sicurezza per gli operatori.

L’impianto pilota realizzato presso
l’istituto Agrario di San Michele all’Adige.
> AmBiocell
Ambientalia, biocella aerobica per la stabilizzazione del digestato >
Presentazione AmBiogas (PDF)
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