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AmBiocell®
Ambientalia®, biocella aerobica
per la stabilizzazione del
digestato.
Stabilizzazione aerobica del digestato amBiocell
Al termine della fase di digestione anaerobica, il digestato viene
prelevato dal reattore e una parte di esso, circa il 50%, verrà
riutilizzato nella miscela del nuovo organico da trattare. Il
rimanente viene miscelato con materiale lignocellulosico strutturante
e conferito nelle celle di biossidazione accelerata amBiocell per il
trattamento aerobico di circa 14 giorni.
I reattori amBiocell sono costituiti da moduli parallelepipedi
analoghi ai già descritti amBiogas, aventi le seguenti dimensioni:
larghezza utile max 7,0 metri, lunghezza utile max 50 metri, altezza
interna struttura in C.A. biocella 5,5 metri, altezza al
controsoffitto 5,3 metri. Si differenziano dai reattori anaerobici per
l’assenza del sistema di riscaldamento, per la struttura non a tenuta
di gas e per la presenza di un sistema di aerazione forzata con
insufflazione dal pavimento ed aspirazione dall’alto.
Preparazione della miscela e carico delle biocelle
Il digestato ed una aliquota prestabilita di strutturante vengono
omogeneizzati utilizzando un miscelatore dedicato, alimentato con pala
meccanica o caricatore a polipo. La fase di miscelazione è
fondamentale, in quanto il mix deve rispettare precisi valori in
ordine ai seguenti parametri: umidità, densità apparente, porosità,
rapporto C/N. In caso contrario l’evoluzione della fase di
biossidazione risulta problematica.
Prima di iniziare il riempimento della biocella il controsoffitto
viene sollevato fino alla sua massima altezza per permettere alle pala
meccanica di operare in massima sicurezza. Viene inoltre fatto partire
il ventilatore di trattamento aria per aspirare tutti i vapori e i
fumi maleodoranti. L’aria aspirata viene avviata al biofiltro per la
sua purificazione.
Al temine del riempimento viene abbassato il controsoffitto, vengono
inserite le sonde di temperatura e di ossigeno e viene chiuso il
portellone frontale e, tramite il software di gestione, viene avviato
il processo di biossidazione aerobica controllata che ha una durata
di circa 14 giorni.
Il processo si svolge con l’immissione dell’aria, regolata dal
software ambiControl, che agisce sui tempi e sulla quantità da inviare
al sistema di aerazione forzata. Ogni singola biocella è servita da un
ventilatore principale gestito da inverter per modulare la quantità
dell’aria necessaria al processo. Una parte dell’aria (circa il 75 %)
viene ricircolata nella massa dallo stesso ventilatore dopo essere
stata parzialmente deumidificata mediante un apposito demister. Un
ventilatore secondario aspira l’aliquota rimanente di aria dalla
biocella e la convoglia al biofiltro mentre una pari aliquota di aria
ambiente viene immessa nel reattore.
Aerazione della biomassa
Il materiale in fase di processo nelle biocelle richiede un apporto
d’aria allo scopo di rifornire di ossigeno i microrganismi aerobi
responsabili delle reazioni biossidative. L’esigenza di ossigeno
cambia nel tempo: è maggiore all’inizio, quando la miscela fresca è
ricca di sostanza organica fermentescibile, e minore alla fine, quando
le reazioni ne hanno consumato buona parte. Per tale motivo il
ventilatore ha una portata variabile gestita dall’inverter e in base
all’andamento del processo, valutato con la misurazione della
temperatura del materiale, la quantità di aria da inviare alla massa
può essere aumentata o diminuita.
L’aria di processo si può distinguere, a seconda dell’utilizzo
funzionale, in:
-
aria “stechiometrica”: indica la quantità d’aria
strettamente necessaria allo svolgimento delle
reazioni biochimiche nel materiale, in modo che
le reazioni di biossidazione possano avvenire
correttamente in tutta la massa di materiale; è
una quota-parte minima della portata totale.
-
aria di controllo della temperatura: è l’eccessod’aria rispetto alla quota stechiometrica cheesi deve dare al materiale per contenere loosviluppo di calore e l’innalzamento dellaatemperatura. L’impianto di ventilazione èèdimensionato in base alla massima portata d’ariaadi controllo termometrico.di controllo termometrico.
Sistema di insufflazione mediante platea aerata
La platea areata sarà realizzata con tubi di insufflazione a pettine
alimentati da un ventilatore a parziale ricircolo e demister sulla
ripresa dell’aria, dimensionato in base alla quantità di materiale
massima che sarà depositato sulla platea stessa. Il ventilatore manda
l’aria ad una condotta in calcestruzzo dove sono collocati i tubi.
La platea insufflata descritta presenta i seguenti vantaggi:
-
Migliore distribuzione dell’aria.
-
Basse perdite di carico.
-
La tubazione è anti-intasamento in quanto i fori
sono svasati e protetti da una scanalatura nel
calcestruzzo che impedisce il compattamento
dei materiali nel foro.
-
In caso di intasamento è possibile pulire la
tubazione.
Nel tratto sottostante la parte da insufflare ogni tubazione è dotata
di ugelli tronco conici anti-intasamento che immettono aria. Gli
ugelli sono protetti da una canaletta realizzata nella superficie
della platea.
Le tubazioni confluiscono tramite il collettore di raccordo in un
pozzetto per la raccolta dei percolati, dotato di guardia idraulica
per impedire all’aria di fuoriuscire dallo scarico.

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Presentazione AmBiogas (PDF)
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