AMBIENTALIA AMBIOGAS  
 


 

AMBIOGAS , IL NUOVO DIGESTORE A SECCO.

Perché la digestione anaerobica a secco?

La tecnica della “digestione anaerobica a secco”, basata su processi di fermentazione di matrici solide con contenuti di sostanza secca fino a 50 %, ha degli indubbi vantaggi di ordine tecnico rispetto alla tradizionale digestione ad umido (s.s. massima 10%) in quanto consente di evitare la diluizione dei materiali avviati a processo con grandi quantità di acqua. La conseguenza è una notevole riduzione dei volumi da trattare con tutti i benefici che ne derivano (digestori di minori dimensioni e minor quantità di digestato da smaltire)


 

Digestore 

Il digestore anaerobico a secco AmBiogas, messo a punto da Ambientalia si basa sul sistema del modulo tubolare a carico frontale, con alcune importanti peculiarità che lo distinguono da altre soluzioni.

Come noto il materiale in uscita dalla fase anaerobica (digestato) può essere trasformato in ammendante sottoponendolo a processi di biossidazione aerobica, completando in tal modo un percorso virtuoso che consente lo smaltimento, o meglio il recupero, dei rifiuti e la produzione di energia attraverso il biogas. La trasformazione in compost del digestato avviene usualmente attraverso la miscelazione con una frazione lignocellulosica di supporto e la conduzione di processi aerobici in reattori dedicati (biocelle, biotunnel ecc.) e successivamente in cumuli di maturazione. Conclude il ciclo la raffinazione del compost ottenuto.

Il reattore AmBiogas di Ambientalia è stato concepito per la gestione sia della fase 
anaerobica che di quella aerobica del processo, senza trasferimento del materiale, prevedendo l’aggiunta del coadiuvante lignocellulosico all’inizio del ciclo di lavorazione. Sono evidenti le semplificazioni costruttive e gestionali agli impianti consentite da tale soluzione.

L’alimentazione dei moduli orizzontali viene effettuata usualmente con pale meccaniche attraverso un’apertura frontale e ciò comporta altezze dei reattori maggiorate di circa 2,0 – 2,5 m rispetto all’altezza del materiale depositato (spazio necessario per lo svuotamento del materiale dalla benna). Questo spazio crea un vuoto tra il materiale ed il soffitto, pari a circa la metà del volume totale dell’involucro. 

Come è noto, il calore e l’umidità fuoriuscenti dalla massa salgono verso l’alto nello spazio vuoto; per ovviare a questa dispersione occorre utilizzare maggiore energia per mantenere la massa alla giusta temperatura.

Nel digestore Ambientalia questo vuoto viene evitato con la dotazione di un contro soffitto mobile mediante cilindri: durante il caricamento e lo svuotamento, il controsoffitto viene elevato all’altezza necessaria per permettere all’operatore di entrare con i mezzi meccanici. 

Ultimata la fase di carico, il soffitto viene abbassato mantenendo una minima intercapedine fra questo e il materiale depositato. La tenuta del calore e dell’umidità all’interno del reattore, viene garantita dal controsoffitto. Ultimato il ciclo il controsoffitto viene riportato nella posizione alta per permettere all’operatore di entrare con la pala e lavorare in massima sicurezza.

Nelle fasi di scarico e carico del reattore il sistema di areazione forzata, del quale è dotato per supportare la fase aerobica, viene utilizzato per mantenere condizioni ambientali idonee all’ingresso degli operatori, attraverso l’aspirazione di grandi quantità di aria.
Tutte queste soluzioni rendono il digestore Ambientalia un sistema unico ed altamente innovativo. 


> Descrizione del reattore

> Gestione del biogas

> Gestione del processo nel digestore

> Presentazione AmBiogas (PDF)

 



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